Il prof. Diego Celi al convegno di Neuromed e Il Cactus: intervista esclusiva

Un’intervista esclusiva de Il Cactus Giornale al prof. Diego Celi, luminare di Chirurgia, già direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti “Papardo-Piemonte” di Messina e docente presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università di Padova.

Un curriculum di rispetto quello del professore: nel 1989, all’unanimità, il Consiglio della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Padova ha espresso per lui il giudizio di aver “dato ininterrotta prova di competenza e di fedeltà nell’espletamento dei compiti didattici e di operosità nella ricerca scientifica” e di aver soddisfatto complessivamente in modo meritevole le attese della Facoltà“.

Giovedì 22 Febbraio 2018 il prof. Celi prenderà parte come relatore all’importante convegno scientifico organizzato da Neuromed e Il Cactus presso il Dubai Village di Camposano, arrivando direttamente da Messina

Il tema trattato sarà la malattia diverticolare del colon, segni, alimentazione e complicanze: la diverticolite è la manifestazione più comune della diverticolosi del colon e richiede, in alcuni casi, la chirurgia per essere risolta.

Abbiamo cercato di capirne di più con il prof. Celi, partendo dalla sua partecipazione al convegno nolano.

Come nasce questa partecipazione all’evento di Neuromed e Il Cactus?

Sono stato invitato dal prof. Antonio Agostino Ambrosio (responsabile scientifico del convegno, ndr) cui mi lega una consuetudine scientifica da oltre 20 anni. Abbiamo scritto insieme numerose pubblicazioni scientifiche ed una monografia “One Day Surgery” negli anni ’90 che presentò il prof. Rocco Docimo, allora presidente della Società Italiana di Chirurgia.

Perchè la malattia diverticolare è conosciuta come “malattia del benessere”?

La diverticolosi è condizione parafisiologica, diviene malattia quando i diverticoli (ernie della parete del colon) si infiammano. L’alimentazione occidentale, ormai americanizzata, la favorisce mentre la stitichezza la accentua. Nel momento in cui i germi intestinali, per una maggiore concentrazione, diventano patogeni il diverticolo si infiamma e nasce la “diverticolite”. Il quadro diviene patologico.

Esistono dei fattori predittivi diagnostici?

Tutte le affezioni possono essere considerate genetiche, non sono stati individuati geni specifici per la diverticolosi che può essere considerata una condizione acquisita dovuta a turbe motorie e a particolare configurazione anatomica del colon. Interessante è l’associazione con la calcolosi della colecisti e l’ernia iatale (sindrome di Saint).

Quali accorgimenti sono utili per risolvere il problema clinico/sintomatologico?

Dieta mediterranea, fermenti intestinali, disinfettanti intestinali, regolarizzazione dell’alvo.

Quali sono le principali complicanze e come vengono affrontate?

Le complicanze sono gravi e a volte fatali. Esse sono rappresentate da: perforazione, stenosi, fistole, emorragie. Si tratta di quadri clinici caratterizzati da peritonite e/o occlusione intestinale. Le fistole sono causa di invalidità psicofisica (basti pensare alle fistole fra il colon e la vescica). L’emorragia può portare a shock ipovolemico. Le complicanze sono una urgenza chirurgica vera. La malattia diverticolare non complicata è chirurgica quando gli episodi di “diverticolite” sono reiterati. In tutti gli altri casi la terapia medica e una adeguata igiene alimentare sono sufficienti a controllare l’affezione.

Nel ringraziare il prof. Diego Celi per l’intervista, Il Cactus Giornale ricorda che il convegno sulla malattia diverticolare del colon di Neuromed e dell’associazione culturale “Il Cactus” si terrà Giovedì 22 Febbraio 2018, a partire dalle ore 9, al Dubai Village di Camposano.

di Francesco Servino