La Terra degli Ottavi: Gennaro Barbato presenta il suo libro alla Fiera Vesuviana

L’archeologia fa tappa alla fiera alla Fiera di San Gennaro Vesuviano: la presentazione del libro di Gennaro Barbato, “La Terra degli Ottavi – Scopriamo il Vesuviano, il Nolano e Sarno”, è stata l’occasione per studiosi e appassionati di discutere della gestione del patrimonio culturale in un territorio dalla potenzialità enormi.

Un problema politico, organizzativo e culturale” secondo l’archeologo Nicola Castaldo, tra i partecipanti all’evento curato da Aniello Giugliano e da Felice Marciano: sebbene, infatti, il vesuviano, il nolano e l’agro nocerino-sarnese presentino tracce di frequentazioni da oltre 4500 anni, non si è mai stati capaci di attuare un progetto di “parco diffuso” che costituisca una valida alternativa a Pompei.

Tra zone archeologiche su cui è stato concesso di edificare, reperti trafugati, discariche in aree protette e sperpero di denaro pubblico, la “Terra degli Ottavi”, in cui l’autore Barbato include l’ager nolanus e parte del suburbio pompeiano – da Nola a Terzigno, transitando per San Gennaro Vesuviano, Sarno e Poggiomarino – potrebbe sembrare un coacervo di mali, ma non mancano i buoni esempi dati dall’attivismo che hanno portato al recupero di luoghi martoriati.

Eppure ci sarebbe tanto da scavare” ha spiegato Barbato: “nel vesuviano, nel nolano e nell’agro nocerino-sarnese sono presenti tracce di civiltà antichissime. Basta con il provincialismo, è ora di aprirsi al mondo: occorre l’impegno delle scuole e delle istituzioni e anche i cittadini devono fare la propria parte. La Terra degli Ottavi non è seconda a Pompei: si può vivere di cultura, occorre solo un cambio di mentalità“.

di Francesco Servino