Leghisti campani a Pontida. Bossi: “Africani da mantenere”

Sono partiti in 250 dalla Campania, destinazione Pontida, per partecipare all’annuale raduno ideato dalla Lega Nord per celebrare la nascita della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa, nonno paterno di Federico II di Svevia, un re che ha fatto grande il Sud e definito non a caso “stupor mundi” (meraviglia del mondo).

Ma pare che la storia non importi – ammesso che la conoscano – agli indomiti padani nostrani, che si sono recati nelle lande dove negli anni gli “onorevoli” Borghezio, Bossi, Calderoli e non da ultimo Salvini li hanno apostrofati come “merdacce”, “porci”, “topi” e “colerosi” per portargli il proprio omaggio.

E’ una Lega diversa quella di oggi“: sarà, ma il senatùr Umberto Bossi, presidente a vita della Lega Nord, ha le idee ben chiare sull’orda terronica giunta a guastare il presunto rito celtico, e nel ricordare che “la storia non si cambia” e che Salvini deve fare prima di tutto gli interessi del Settentrione ha affermato che i pullman carichi di militanti provenienti dal Sud Italia erano pieni di gente interessata ad essere mantenuta e che a Pontida è arrivata pure l’Africa.

Alla faccia del razzismo, eppure Salvini ci ha tenuto a ringraziare espressamente Bossi sostenendo che è lui che gli ha trasmesso voglia, passione e idee per cominciare.

E’ chiaro che nella Lega resta forte una base razzista e secessionista, perchè razzista è esprimere disprezzo per africani e meridionali, tristemente equiparati, e continua a insiste l’idea di un Sud parassita che vuole essere mantenuto dal Nord.

Il Sud deve pagarsi la propria sanità“, ha incalzato Bossi, che però un giudizio critico l’ha espresso: Salvini sta facendo solo promesse e c’è il rischio che non le mantenga; Lega e 5 Stelle non hanno finora prodotto niente, solo alzato un polverone.

Ci piacerebbe sapere dai leghisti campani, e restiamo come sempre a loro disposizione per eventuali repliche, a fronte delle gravi dichiarazioni di Bossi – pure a fronte di certi striscioni che invocavano la secessione esposti a Pontida – se hanno intenzione di prendere una posizione e come giustificano la loro presenza al raduno: sono veramente convinti che sostenere un partito come la Lega, cambiato in apparenza ma non ancora nella sostanza, sia la strada giusta per il riscatto del Meridione?

Avranno il coraggio i nostri impavidi guerrieri, come lo ebbe nel 1503 il nobile Ettore Fieramosca da Capua, ben altra pasta rispetto al farlocco Alberto da Giussano, di alzare la testa, di difendere millenni di storia e l’identità meridionale e di ricordare a un manipolo di poco acculturati nordisti che è al Sud che è nata l’Italia?

Chi scrive è convinto di no.

di Francesco Servino