Intasamento bus sul Gran Cono del Vesuvio: è emergenza

Come da tempo denunciato da Il Cactus Giornale la situazione sul Vesuvio è di squallore assoluto: dopo l’urina e le feci sparse ovunque per la mancanza di servizi igienici e la spazzatura che continua ad accumularsi in area Parco Nazionale, non ha tardato a far sentire le sue conseguenze il problema dei bus granturismo che intasano la via che conduce al Gran Cono.

Ieri, con il sole cocente, solo per puro caso non ci è scappato il morto, situazione che forse si attende per porre fine a un turismo sfrenato che non ha nulla di ecocompatibile per i problemi di traffico, rumore e inquinamento che arreca ad una riserva meritevole di particolare tutela.

Traffico in tilt sulla sommità del Vesuvio, con centinaia di persone costrette a patire il caldo, a causa di un bus che ha paralizzato la strada, generando focose proteste da parte degli automobilisti.

La polizia è intervenuta per consentire a un carro gru di rimuovere il veicolo e per aiutare gruppi di alunni e docenti in gita scolastica a raggiungere una postazione sicura.

Il presidente del parco, Agostino Casillo, è parso gongolare per i circa 800mila ingressi registrati alle biglietterie del Vesuvio, ma spolpare fino all’osso i turisti non può essere la principale preoccupazione.

Solo a Marzo veniva annunciato in pompa magna l’acquisto di nuovi BusVia diesel (!) con l’obiettivo paradossale di rendere il “necessario afflusso” all’interno del Parco “maggiormente rispettoso dello straordinario patrimonio di biodiversità” e per “sostenere il turismo da parte di un numero sempre maggiore di utenti“.

Quasi tutte le testate hanno elogiato l’iniziativa, anche quelle quelle che si occupano di valorizzazione del territorio, per faziosità o ruffianeria senza obiettare su una scelta tutt’altro che ecologica, comunque la si voglia inquadrare.

Il Cactus Giornale preferisce schierarsi dalla parte dei cittadini e dei turisti che lamentano un disagio: quanto avviene sul Gran Cono genera preoccupazione, così come l’accumularsi di rifiuti nel Parco, considerati i gravi danni che l’inquinamento continua a generare nei paesi vesuviani e il fatto che non sembra esserci niente di rispettoso nella scelta di sfruttare intensivamente il Gran Cono.

Come al solito restiamo aperti a ogni tipo di replica.

di Francesco Servino