Stop allagamenti nel vesuviano, c’è da fidarsi?

Con un post su facebook il consigliere regionale Mario Casillo ha comunicato quella che è a suo dire “un’ottima notizia” sul fronte degli allagamenti nei comuni vesuviani e nell’agro nocerino-sarnese.

Secondo Casillo sarebbero stati infatti completati i lavori del collettore comprensoriale “Sub-2” nei comuni di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Ottaviano, Poggiomarino, Sarno, Striano e San Valentino Torio che entrerà in funzione il prossimo 30 Maggio.

Un condotto fognario da 22 milioni di euro, lungo 18 chilometri, che dovrebbe mettere fine allo sversamento di liquami nelle vasche di Fornillo e Pianillo.

Ma siamo davvero vicini alla soluzione del problema allagamenti?

Stando a un reportage fotografico diffuso sui social da Vincenzo Nacchia la verità sarebbe un’altra: in Via Ceraso a Poggiomarino il vecchio collettore continuerebbe a sversare i reflui in un canale e nei terreni circostanti.

Addirittura i reflui, prima di finire nel fiume Sarno, arriverebbero a lambire il muro di cinta del Parco Archeologico di Longola, vanto dell’amministrazione poggiomarinese, prossimo a quanto pare all’inaugurazione: una vera e propria vergogna.

Da una mappa dell’Arcadis (Agenzia Regionale Campana Difesa Suolo) risulterebbe inoltre mancante un chilometro di collettore di Ottaviano-San Giuseppe Vesuviano sulla Strada Consortile di Poggiomarino.

Ma il vero problema è il sito delle pompe di sollevamento di Via Vetice a San Valentino Torio, struttura vandalizzata costata alla comunità circa 14 milioni di euro, che non funzionando non può incanalare i reflui verso il depuratore di Angri-Sant’Egidio di Monte Albino: attualmente dovrebbe essere questo l’unico cantiere aperto.

Qual’è il senso, allora, delle dichiarazioni di Casillo?

Secondo i comitati quello di dare la possibilità all’Arcadis di continuare i lavori per il Grande Progetto Sarno e non dover rinunciare ai finanziamenti della comunità europea che, comprensivi della quota regionale, ammonterebbero a circa 217 milioni di euro.

Non si può pensare di risolvere il problema allagamenti con i collettori fognari, senza contare che senza le pompe di Via Vetice l’intero sistema non può funzionare” ha spiegato Vincenzo Nacchia a Il Cactus Giornale.

Gli allagamenti, infatti, non sarebbero risolvibili incanalando nei collettori fognari l’enorme quantità di acqua piovana che scende dal complesso Vesuvio-Monte Somma.

Siamo disposti a relazionare sulle foto e i sopralluoghi, i rilievi cartografici e la mole considerevole di documenti raccolti nella nostra indagine in commissione ambiente, a cui chiediamo audizione da mesi” ha concluso Nacchia.

Insomma, pare impossibile che entro il 30 Maggio si giunga a una soluzione definitiva di un problema ormai decennale come annunciato in pompa magna dal consigliere regionale Casillo.

Il Cactus Giornale, in ogni caso, seguirà gli sviluppi della vicenda restando aperto a ogni tipo di replica.

di Francesco Servino