Vesuvio (ancora) a fuoco: Casillo e la SMA che fanno?

Grazie alla partnership con SMA Campania (società in house della Regione, ndr), avvieremo nelle prossime settimane interventi di prevenzione degli incendi boschivi, di risanamento dei sentieri e della segnaletica interna all’area protetta” dichiarava Agostino Casillo, presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, nel mese di Giugno scorso.

Non pare sia andata così, infatti a Luglio il più grave incendio di sempre ha devastato il Parco e ieri sera – siamo appena a Marzo – se n’è già sviluppato un altro.

Aggiungiamoci pure che il mantenimento dei sentieri del Parco è per lo più opera dei volontari che li percorrono abitualmente e che il principale utilizzo della SMA PARE! sia divenuto pulire le aiuole comunali e rifare la chioma ai pini in strada (ilmediano.com).

Ieri, nel tardo pomeriggio, mentre Casillo inaugurava in pompa magna una nuova ala del Palazzo Mediceo a Ottaviano (NA) facendo gli onori di casa, il bosco di Santa Maria a Castello a Somma Vesuviana (NA) andava a fuoco.

Alle critiche e perplessità sollevate da Il Cactus Giornale, i sodali di Casillo hanno sempre risposto con duri attacchi anche sul piano personale e tirando in ballo questioni che non c’entrano nulla: ad oggi un confronto serio con chi ha a cuore il bene del territorio, dimostrandolo con l’attivismo da anni, viene sistematicamente evitato dal presidente, come quello con il Movimento Cittadini per il Parco, per ragioni che probabilmente hanno a che fare con qualche diktat della politica (non se ne comprende, altrimenti, la motivazione).

Pertanto continuiamo a chiedere a mezzo stampa: perchè una bonifica dei luoghi devastati l’anno scorso dall’incendio non viene attuata? Perchè non si procede con la rinaturalizzazione delle pinete distrutte? Perchè con l’approssimarsi dell’estate non vengono portati a termine i dovuti interventi di pulizia del bosco? Perchè non vengono create delle vie tagliafuoco? Perchè la spazzatura continua ad accumularsi nel Parco rendendo addirittura inaccessibili alcune aree? Perchè acquisire nuovi inquinanti busvia a gasolio per il Vesuvio?

Qualche risposta, indiretta e parzialmente corrispondente al vero, da parte del presidente è arrivata, ma è doveroso ricordare che ci sono interventi che non necessitano di autorizzazione ministeriale per i quali basterebbe solo la volontà di fare, come la prevenzione degli incendi, coinvolgendo magari le associazioni che si sono rese disponibili, e altri, come quelli di riforestazione e ingegneria ambientale, per i quali non è chiaro se il Parco abbia presentato un programma al Ministero.

A fronte di una gestione a dir poco “surreale” di un ente di cui non sono più chiari scopo ed esistenza, Il Cactus Giornale, doverosamente, continuerà a porre domande restando in fiduciosa attesa di risposte.

(Video di Ciro Teodonno)

di Francesco Servino