Vesuvio e scuole sottoscrivono una convenzione vuota

Il 30 Maggio scorso il Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, ha sottoscritto una convenzione con 24 istituti scolastici per gettare le “basi concrete” per la realizzazione della Rete delle Scuole del Parco Nazionale del Vesuvio.

Progetti di formazione, educazione ambientale, conoscenza del territorio e delle sue peculiarità, ma anche visite dei sentieri e del patrimonio naturalistico, archeologico e storico all’interno del Parco.

“Investiremo risorse ed energie nell’educazione dei giovani cittadini di domani, perchè crediamo che siano loro il futuro del Parco e perchè da loro (sic!) dipenderà la nostra capacità di proteggere il Parco Nazionale del Vesuvio da qualsiasi forma di illegalità. Oggi è davvero l’inizio di qualcosa di grande” ha dichiarato Casillo.

La convenzione non era disponibile sul sito dell’Ente Parco nella sezione dedicata alle delibere del consiglio direttivo, “aggiornata” al 2013 e nella quale si trovano solo i titoli delle deliberazioni, ma il Movimento Cittadini per il Parco è riuscita a procurarsela e ha messo in evidenza gravi lacune.

Oltre ad una serie di generiche indicazioni su obiettivi e finalità, firmando la convenzione, l’ente Parco da una parte e l’istituto scolastico dall’altra, si impegnano a collaborare in futuro per la realizzazione di progetti di educazione ambientale. Ci chiediamo che utilità abbia una simile convenzione anche sul solo piano burocratico amministrativo” si legge nella nota diffusa da Giovanni Marino.

Di fatto però in questa convenzione nulla si dice su quale educazione ambientale si immagina di fare, su chi la farà, se si tratterà di progetti proposti dalle scuole e finanziati dall’ente Parco, se si tratterà di progetti proposti dall’ente Parco a cui le scuole aderiranno, se sarà assicurata una regia educativa unitaria in tutti questi progetti, se ci sarà un progetto unico con degli adattamenti alle singole realtà scolastiche (cosa che renderebbe più fattibile un serio monitoraggio dei risultati), se ci sarà un ruolo per le associazioni ambientaliste, se ci sarà un bando aperto alle associazioni ambientaliste indetto dall’ente Parco, se ci saranno finanziamenti per associazioni vincitrici del bando, se scuole e associazioni insieme potranno presentare progetti e ricevere finanziamenti, insomma se si andrà verso un insieme di interventi scoordinati tra loro oppure verso un unico progetto integrato, ovviamente diverso a seconda dell’ordine e grado delle scuole“.

Il Movimento pone l’attenzione sulla necessità di istituire una Consulta per l’Educazione Ambientale formata dai firmatari della convenzione stessa e da personalità eminenti del mondo scientifico e associazionistico, con una consolidata e riconosciuta esperienza in materia di educazione ambientale e, non da ultimo, in progettazione e coordinamento di reti sociali.

Peccato che mai nessun confronto sia avvenuto tra il Presidente del Parco e alcuni ambientalisti attivi da anni sul territorio, verso i quali, inspiegabilmente, ha innalzato una colossale barriera.

Insomma, dalla “convenzione” firmata non è chiaro quale educazione ambientale si intende proporre ai ragazzi e alle ragazze che vivono nei comuni del Parco Nazionale del Vesuvio, a chi spetterà la regia educativa e di quali competenze, fuori e dentro la scuola, ci si avvarrà.

di Francesco Servino